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Ricerca della posizione ottimale.
| La scelta del telaio ottimale e la determinazione delle giuste distanze
tra i tre punti di appoggio: sella-pedali-manubrio rivestono un ruolo
importante a qualsiasi livello di preparazione: dall'amatore al ciclista
d'elite. Per ottenere i migliori risultati e prevenire eventuali patologie
muscolo-scheletriche, il giusto approccio è determinante e dovrà essere
il più oggettivo e completo possibile coinvolgendo più figure
professionali, rispettando le reali necessità e caratteristiche del
soggetto.
(...valutazione posturale) (Es. In presenza di alterazioni posturali non è sempre corretto apportare
modifiche sul mezzo
per compensare eventuali squilibri dell'atleta. Solo dopo un adeguato percorso di riprogrammazione posturale sarà possibile
posizionarlo
sulla bici correttamente impostata)
Soggetti molto simili nella struttura antropometrica possono avere
capacità di flessibilità e gestualità motorie completamente diverse,
imputabili ad abitudini sbagliate o professionali e al sovrappeso.Prendiamo ad esempio due soggetti con diversa mobilità della cerniera
lombo-sacrale
o delle spalle,le differenze di assetto alle leve freni in dislivello fra
sella e manubrio
e naturalmente sotto la piega potranno essere molto diverse
addirittura di diversi centimetri. Come pretendere di mantenere una posizione che potrà essere ideale per l'uno
ma scomoda e quindi poco performante per l'altro?
Il corpo puo essere educato il gesto migliorato ma serve tempo ed attenzione
anche al minimo dettaglio.
Studi in questo senso provano che nei ciclisti d'elite
il gesto della pedalata migliora proprio perchè ripetuto migliaia di volte.
La bici comunque non dovrà in ogni modo essere subita o condizionare il
nostro assetto
la posizione migliore è sempre quella dove troveremo il giusto connubio
tra comfort,forza applicata sui pedali e areodinamica
miscelandole con le debite proporzioni in base ai fini e al risultato che
vogliamo ottenere. In pratica non potremmo mai imporre la posizione in bicicletta
di un corridore ventenne in pesoforma
ad uno ultraquarantenne con abbondante tessuto adiposo nella fascia
addominale.
Altro fattore che condiziona e quindi cambia l'atteggiamento e la
posizione
tra i vari segmenti scheletrici, è la velocita.
Più la velocità aumenta e più la resistenza all'aria diviene la forza
che si oppone allo spostamento del ciclista che è costretto
a cambiare ed abbassare l'angolo del tronco per diminuire la superficie
frontale. Stesso ragionamento quando si affronta una salita,l'atteggiamento del corpo
cambia
più la spinta prodotta aumenta (Watt) più l'angolo tronco-coscia subisce
delle variazioni
per stabilizzare il baricentro corporeo.
L'analisi attenta del gesto in questo senso è molto importante,
sia attraverso l'uso della tecnologia con dei parametri di riferimento sia
attraverso
l'esperienza sul campo di tecnici e preparatori ( Applicazione di un modello
teorico )
al fine di creare un'interazione costruttiva tra il laboratorio e l'esecuzione del gesto reale su strada. |
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Parametri di posizione: la sella
Nelle regolazioni che definiscono l'assetto sul proprio mezzo
priorità va data alla sella
altezza e arretramento avranno una misura ben precisa rispetto al
movimento di centro e ai pedali.
Questi valori influenzano in maniera determinante
l'efficenza della pedalata. I muscoli degli arti inferiori adottano una loro strategia che può
rilevarsi più o meno redditizia variando i valori degli angoli dei propri
segmenti scheletrici. Se le articolazioni di anca e ginocchio lavorano troppo flesse (sella bassa
e/o avanzata)
condizionano negativamente il lavoro muscolare dell'arto
creando sovraccarichi sopratutto nella parte anteriore (quadricipite,rotula)
se al contrario l'arto opera troppo esteso (sella eccessivamente alta e/o
arretrata)
possono localizzarsi nella parte
posteriore.(glutei,bicipite,polpaccio,tendine d'achille)
Una posizione di sella corretta permette una maggiore
fluidità al passaggio dei due punti morti superiore e inferiore
distribuendo in maniera redditizia la forza esercitata sul pedale su tutto
l'arco della pedalata.
Il vantaggio è talmente evidente che lo si avverte anche da una maggiore
stabilità del bacino,limitandone il suo basculamento. |
Piega manubrio e distanza dei tre punti principali
Una buona posizione sul manubrio parte sempre da un'impostazione corretta
della sella ,dovrà tenere conto delle misure e proporzioni di tronco e braccia e del
grado
di elasticità del corpo. Distinguiamo le tre posizioni principali: - Presa alta ( la più vicina ) - Presa alle leve dei freni ( intermedia ) - Presa sotto la piega ( bassa )
Soggetti con busto molto pronunciato rispetto alle braccia
avranno sicuramente una bici più sviluppata nella lunghezza,
viceversa nei soggetti con braccia molto lunghe rispetto al busto
il dislivello tra la sella e la piega manubrio avrà sicuramente un valore
maggiore rispetto
alla media.
Naturalmente entrano in gioco altre variabili
dettate dalle esigenze e caratteristiche personali (sia tecniche che
anatomiche)
del soggetto che prediliga più un assetto confortevole( più alto e raccolto
)
rispetto ad uno più aereodinamico .(basso ed allungato)
Ribadiamo l'influenza negativa di un'eventuale sovrappeso
( adipe localizzato ad esempio sull'addome)
che impedisce di chiudere l'angolo tronco-coscia condizionando notevolmente
il dislivello e la distanza del manubrio.
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| La posizione corretta comunque deve permettere un passaggio omogeneo
delle braccia (con fluidità) dalle tre posizioni senza
avere la necessità di ''cercare'' o '' spingere'' troppo la piega
costingendo la colonna vertebrale a
lavorare troppo allungata o troppo corta. |
Piega manubrio
In commercio se ne possono trovare di tutti i tipi,
classico, anatomico ,con appoggio palmare,
monoscocca in carbonio, con misure e proporzioni della curvatura totalmente
diverse
tali da condizionare anche in modo determinante il nostro assetto sulla
bici.* E' importante ricordare che quando definiamo la lunghezza del tubo
orizzontale
e dell'attacco manubrio, la profondità ed altezza della piega oltre
naturalmente alla larghezza influenzano i punti più distanti sia alle leve che nella presa bassa
condizionando l'allungamento della colonna vertebrale.
*Per queste curve di ultima generazione è importante valutare l'ampiezza del palmo della mano,mani piccole trovano difficoltà
nella presa delle curve schiacciate e allargate nella parte orizzontale. |
Scarpe e regolazioni tacchette
l'acquisto della scarpa viene troppo spesso sottovalutato ,
la tendenza e l'errore più comune è quello di pensare in ordine
di lunghezza e non anche in larghezza ed altezza. Di norma
un misura sopra il numero delle nostre scarpe può essere
corretto per un piede "normale" e ben strutturato, ma lo stesso
ragionamento non vale per quello pronunciato nella larghezza ed
altezza del collo del piede che dovrà preferire una suola a
pianta larga mantenendo inalterate le proporzioni in lunghezza.*
Capita che per "entrare nella scarpa" i numeri siano addirittura più di due
creando una sicura instabilità del piede che trovando spazio in senso
longitudinale
si muoverà avanti e indietro cambiando continuamente
il punto di applicazione della spinta
compromettendo così una possibile regolazione corretta delle tacchette
e influenzando negativamente nel suo complesso il gesto della pedalata.
Una scarpa di misura appropriata dovrà contenere il piede senza comprimerlo
predisponendo le teste metatarsali ad allargarsi in modo naturale
nelle varie fasi di spinta e trazione sul pedale.
Particolare attenzione va rivolta alla regolazione(longitudinale) delle
tacchette
che dovrà essere fatta sempre a scarpa calzata
allineando il centro della prima testa metatarsale rispetto alla verticale
passante per l'asse del pedale ,posizionando
il piano del pedale in posizione orizzontale rispetto al suolo.
Questa regolazione spesso viene erroneamente messa solo
in relazione al numero della scarpa (utilizzando le tabelle)
e non anche alle reali proporzioni della testa del primo metatarso.
Nella regolazione radiale si dovrà rispettare l'assetto di gamba e ginocchio
garantendone la libertà dei movimenti sia verso l'interno (intrarotazione)
che verso
l'esterno (extrarotazione). |
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Errori frequenti
Trovata la giusta posizione sulla bici
e testata per un numero ragionevole di chilometricon i relativi componenti ,sella,pedali,piega manubrio,
pedivelle, scarpe e regolazioni tacchette
la si dovrà annotare attentamente su una scheda
riportandovi con esattezza tutte le misure e distanze.
La sostituzione di uno o più componenti o del telaio
potrà far cambiare anche in modo sostanziale il nostro
assetto creando non pochi problemi.
E' importante ricordare che i vari componenti anche della stessa casa
costruttrice
possono avere proporzioni e misure molto diverse tra loro.
segue.............. |
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